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venerdì 13 febbraio 2015

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Vedere la gabbia

Lo sapete di essere in gabbia, vero? Vi ci siete messi da soli e per alcuni la sistemazione è talmente adeguata che mai vorrebbero uscirne, pur sapendo che esiste un mondo enorme da esplorare. O forse proprio per questo motivo. Di cosa sto parlando? Di molte cose. Di scrittura. Di letture, di come si fruisce dell'immaginario altrui e di come si filtrano le esperienze attraverso filtri, grate, colini e lenti colorate per vederle come vogliamo piuttosto che come sono.
Non sono stato chiaro, giusto? Succede. La mia gabbia è diversa dalla vostra, le mie sbarre hanno colori diversi e la mia geometria non ricade nello stesso paradigma euclideo della vostra.
Vediamo come succede, almeno per la narrativa.

Diciamo che vi piace leggere. Siete già una rarità, almeno in Italia. Diciamo anche che a un certo punto vi appassionate a un genere, non importa quale. Senza saperlo, avete fatto un passo in direzione di una gabbia. Quel particolare genere nel nostro paese lo pubblicano in pochi e quei pochi per lo più traducono (o ristampano) solo una frazione delle opere che vengono pubblicate, anno dopo anno. Ma se siete un lettore standard al massimo leggete in due lingue, e quindi dovete accettare la mediazione degli editori. Ecco, siete già dall'altra parte delle sbarre. Attenzione però, la porta è ancora aperta e non ci sono carcerieri.
Seguendo le indicazioni delle o della casa editrice incontrate uno o due scrittori (o scrittrici) che vi piacciono più degli altri. Spesso succede perché quei nomi tra cui scegliere sono pochi e tra quei pochi ancora meno vengono commercializzati in maniera adeguata. Comunque sia, eccovi qui. Seguaci di uno o due scrittori, convinti che siano il meglio del genere. Forse è addirittura vero. Poiché siete lettori “forti” continuate a leggere. Anno dopo anno, sempre gli stessi, alimentando un anello causa-effetto tra scelte delle case editrici e vostri acquisti. E rimanete lì, convinti che le vostre “scelte” di qualche anno prima siano ancora il top assoluto. Nel mondo al di fuori della gabbia succede di tutto, emergono talenti e nuove tendenze ma voi non lo sapete. La porta della gabbia ormai è chiusa.
Magari siete anche fortunati, chi lo sa. Conoscete qualcuno delle gabbie vicine, che conoscono a loro volta altri autori, hanno altri beniamini. Potreste farvi prendere dalla curiosità, no? Potreste avvicinarvi alle sbarre, ascoltare per un momento qualcuno che vi parla di “altri”, di cose mai lette o mai viste. Ed è qui che c'è il momento della verità. 
Spesso sbuca una mano dal buio, vi trascina via dalle sbarre e vi rimette al centro della gabbia, lontano dalle interferenze. Se è così, è arrivato il carceriere e dalla gabbia non uscirete tanto facilmente. In casi più rari, potreste scoprire come mettere in comunicazione due gabbie, o tre o ventitré. Potrebbe anche sorgere il Sole e mostrarvi come le mura delle vostre gabbie siano più basse di un battiscopa. È raro. Troppo. 
L'ora d'aria è finita, tornate al centro della gabbia. Ma solo dopo esservi specchiati, per accertarvi che la vostra uniforme da carceriere sia in ordine.


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