Powered by Blogger.

mercoledì 18 febbraio 2015

Home » » Come scrivere un librogame: 1 - Ideazione

Come scrivere un librogame: 1 - Ideazione

Un classico immortale del genere, ripubblicato di recente in questa versione sontuosa

Scrivere un librogame è una faccenda complessa e lunga. Ecco come affrontare la fase di ideazione e progettazione, prima ancora di aprire il file del progetto.

Questo articolo è il primo di una piccola serie che tratta di librogame, storie a bivi e avventure in solitario, tutti generi di narrativa ludica che condividono molto con la narrativa di genere, i giochi di ruolo e le avventure testuali, pur ritagliandosi una piccola nicchia tutta propria. 
Cominciamo con i librogame e proviamo a ragionare sulla fase preliminare alla vera e propria stesura del testo.


La parola librogame designa nello specifico una linea di pubblicazioni, divisa in diverse collane, edite negli anni ‘80 e ‘90 dalla E Elle di Trieste: Lupo Solitario, Sortilegio, Blood Sword, Dimensione Avventura e tanti altri, raccolti e messi assieme dalla casa editrice italiana traducendo materiale eterogeneo: decennali serie inglesi come Lone Wolf e Fighting Fantasy, riduzioni di nomi e franchise di successo come Terra di Mezzo, Sherlock Holmes, Robin Hood e Advanced D&D, qualche serie francese e americana, occasionali meteore. 
Oggi tuttavia in Italia usiamo il termine per definire in generale tutta quella narrativa ludica, dotata di un regolamento realizzato per l’occasione (differente per ogni collana), che permette di leggere e giocare testi della lunghezza di un romanzo breve o di un racconto, passando di paragrafo in paragrafo, affrontando prove, sfide, enigmi e combattimenti, lanciando dadi, usando oggetti, tenendo conto di parametri come “Tempo” “Allarme” o “Sanità mentale”, gestendo risorse e caratteristiche.
In questo senso un librogame si differenzia:
  • dalla comune narrativa, perché il lettore è anche un giocatore che compie scelte, combatte, affronta pericoli e organizza le proprie strategie mentre passa tra i paragrafi, cercando di arrivare al finale migliore della storia: quello dove “completa la missione”, sconfigge l’antagonista finale e riporta il mondo alla normalità… o riparte verso nuove avventure;
  • dalle “storie a bivi”, perché nei librogame per convenzione esistono delle regole, dei punteggi e delle meccaniche di gioco, mentre le storie a bivi permettono solo di scegliere i paragrafi verso cui proseguire la storia, senza sfide o tiri di dado;
  • dai giochi di ruolo e di avventura, perché il lettore è vincolato dalla storia e dalle possibilità offerte dal libro, mentre i giochi che prevedono un Narratore esterno, presente al tavolo di gioco, permettono una infinita varietà di opzioni;
  • dalle avventure in soliario per i giochi di ruolo, perché i librogame hanno regolamenti specifici e non li mutuano da un gdr precedente.

Un librogame amatoriale italiano
di qualche anno fa. Progettato,
scritto e testato in maniera
impeccabile, come pdf o cartaceo
gratuito.
Detto questo, oggi il genere dei librogame, mai del tutto scomparso, pare essere al centro di un nuovo risveglio creativo, in Italia così come in altri paesi. La diffusione del print on demand globale, del libro digitale e delle app ha permesso la “riesumazione” di molte serie del passato, trasportate su supporti più moderni, nonché di serie e titoli del tutto nuovi, spesso realizzati con maestria maggiore di quella dei classici del passato.
Senza analizzare nel dettaglio la scena attuale (magari lo faremo in un prossimo articolo), se volete cimentarvi in questo genere, ecco un paio di spunti di riflessione. Cominciamo, come si diceva, con la fase preliminare alla realizzazione.


Ideazione del librogame

A parità di lunghezza del testo, un librogame è molto più difficile e complesso da scrivere di un’opera di narrativa, ma anche di un racconto a bivi, di un’avventura in solitario e perfino di uno scenario per gioco di ruolo. Per questo motivo non vi potete permettere degli errori iniziali di pianificazione, che vi rallenteranno a metà strada o vi costringeranno a rifare tutto daccapo per un buco logico o strutturale che non avevate previsto. Ragionare a lungo prima di cominciare è l’unico modo per evitare errori strategici grossolani. Dovrete considerare per prima cosa tre elementi:

Il pubblico

Un librogame per bambini, perché no?
Ci vedrei bene molte illustrazioni,
regole elementari,  qualche puzzle
o indovinello, molti dilemmi,
diversi finali positivi.
Come per qualsiasi altro testo scritto, per prima cosa dovete identificare chi potrebbe mai scegliere e leggere il vostro librogame dopo che lo avrete completato. Oggi, sia in Italia che all’estero, il lettore/giocatore tipico dei librogame è un maschio tra i trenta e i cinquant’anni, verosimilmente nerd, appassionato di narrativa fantastica e giochi di ruolo; leggerebbe un nuovo librogame soprattutto perché si ricorda i tempi d’oro del genere. Dovete conquistarlo con qualcosa di classico, con delle citazioni, con uno stile che richiami i successi del passato, a cui è molto legato. In alternativa, gli esperimenti che sono stati tentati negli anni mostrano che ci si può anche spostare da questo stereotipo: i librogame gialli attirano gli amanti del mistery e dei casi da risolvere; i librogame “per ragazze”, adolescenti e young adults (vedi il racconto a bivi di Amici!) mirano a una fascia di persone mai raggiunta dalle serie principali; i titoli che sfruttano franchise celebri e quelli che affrontano worst case scenario o ricostruzioni storiche di battaglie e campagne militari sono altre tre varianti molto apprezzate che pescano su bacini di utenza quasi “incontaminati”. Insomma, scriverete il librogame per qualcuno. Chi è? 
Esempio 1: Mirate a chi già ama i librogame? Il primo pensiero potrebbe essere una bella storia fantasy di mostri e combattimenti, cercando di sconfiggere il malvagio di turno; un classico immortale, basta sapere che esistono centinaia di altri librogame fatti così e sarà necessario trovare degli spunti originali. In alternativa, spostatevi su un genere fantasy poco sviluppato negli anni ‘90 e che ora vada per la maggiore: zombi, steampunk, ucronie retrofuturiste, pirati dello spazio o cose così...
Esempio 2: Vi piacciono i gialli e volete puntare agli amanti dei mistery e dei procedurali? Scrivete un librogame investigativo dove il personaggio raccoglie indizi e deve svelare il colpevole; anche questo è un filone molto apprezzato e con antecedenti illustrissimi, ma attirerebbe una buona fetta di pubblico “non nerd”.
Esempio 3: Siete esperti di armi, guerre contemporanee e spionaggio? Butratevi su un genere “spec-ops” con uomini d’azione che svolgono missioni di controinsurgenza in qualche inferno del Terzo Mondo: catturete sicuramente gli amanti del genere con un approccio nuovo alle storie che amano.


Il supporto

A differenza di quello che accade con la narrativa, un
librogame su carta e uno su kindle sono molto diversi.
Per seconda cosa dovete capire cosa state per scrivere. Non soltanto la storia che volete raccontare e far giocare, ma anche il supporto su cui questa sarà diffusa: un racconto scritto per la carta o per il kindle non prevede differenze nella sua pianificazione, ma un librogame cartaceo avrà uno stile abbastanza diverso da un ebook e completamente diverso da uno pensato per una app digitale. 
Un librogame cartaceo si legge seduti su una poltrona o davanti a un tavolo, una app in qualsiasi altro posto. Se si prevede di utilizzare regole complesse, valori di gioco che possono salire e scendere, combattimenti, elementi aleatori, bisogna capire cosa il nostro libro stampato o la nostra app possa fare. Nel caso di un librogame, leggere un pdf iperlinkato allo schermo di un computer è ben diverso che sfogliare avanti e indietro un libro cartaceo. Immaginate pertanto come il vostro librogame sarà diffuso e pensate a tutte le cose che il tipo di supporto permette o non permette. 
Esempio 1: Se prevedete che in gioco si lancino i dadi, un librogame cartaceo potrebbe avere disegnati in alto sulle pagine dei piccoli dadi che permettano di non utilizzare dei dadi veri, simulando i tiri sfogliando avanti e indietro a caso le pagine. Una app potrebbe gestire queste meccaniche automaticamente, ma un pdf e un kindlebook no. Inutile mettere dei dadi random su un pdf, mica lo si sfoglia a caso tenendo un dito sulla pagina corrente: considerate che chi legge un librogame in pdf o su Kindle dovrà avere per forza accanto i suoi dadi veri e lanciarli ogni volta. E’ fattibile?
Un librogame italiano realizzato come app, capolavoro del genere
 a livello mondiale. Realizzare una app necessita ovviamente
numerosi altri professionisti qualificati oltre lo scrittore.
Esempio 2: se state scrivendo i testi di una app, provvedete che tutto il gioco cominci e finisca dentro il dispositivo che il lettore dovrà usare. Chi legge da uno smartphone mentre è in treno o in giro, non avrà mai e poi mai voglia di portarsi schede, matite e dadi con lui: ogni funzione deve essere gestita dalla app.
Esempio 3: Un Kindle Book non può gestire combattimenti o lanci di dado, ma solo salti di paragrafi e pochissime altre funzioni. Paradossalmente è meno pratico di un libro cartaceo per giocare, visto che in quest’ultimo può essere compilata la scheda con una matita e ci si possono stampare dei dadi o altri tipi di numeri random nelle pagine.

Il regolamento

Quante e quali meccaniche di gioco inserire? Parleremo meglio dei regolamenti più avanti, ma in fase preliminare è bene capire che tipo di regolamento usare, e questo dipende dal supporto e dal pubblico scelti
Oggi è davvero difficile trovare lettori disposti a impegnarsi con regolamenti complessi, difficili da apprendere e lunghi da applicare. Lo stesso fenomeno di semplificazione avviene negli ultimi anni anche nei giochi di ruolo cartacei: i regolamenti devono essere quanto più possibile elementari e facili, veloci e divertenti
Un classico librogame giallo di qualche
anno fa. In questo genere, spesso
combattimenti, inseguimenti e sparatorie
non esistono e l'unico morto è la vittima.
Chi gioca un librogame oggi ha poco tempo a disposizione e probabilmente legge in maniera discontinua, casuale e poco attenta. In una app è molto divertente avere molte opzioni di gioco, visto che il sistema le gestisce in automatico, ma su un librogame cartaceo, un pdf o un kindle book? L’ideale in questi casi è quello di avere un regolamento che permette di leggere e giocare senza avere per mano matite, dadi o schede. Qualcosa che si possa calcolare facilmente a mente o ricordare senza doverlo annotare è forse in molti casi la scelta migliore. 
Esempio 1: Decidete di scrivere un librogame giallo per Kindle. Nei gialli classici, l’investigatore non rischia quasi mai di morire né affronta prove mozzafiato o combattimenti all’ultimo sangue. Potrebbe bastare un valore che conteggi il tempo che manca prima che l’assassino possa fuggire e una lista di prove facilmente memorizzabili. In questo modo l’avventura sarebbe una specie di storia a bivi con in più “Tempo” e “Indizi” da gestire.
Esempio 2: Decidete di scrivere una avventura realistica in cui il protagonista deve sopravvivere in un deserto, che uscirà in pdf: le scelte del lettore saranno la cosa più importante quindi serve un valore che simuli la Resistenza in calo del protagonista, mentre questi recupera in giro gli oggetti che gli serviranno a tirare avanti; acqua, binocoli, vivande, medicinali, una radio... Anche qui avremo quindi una storia basata sulle scelte, ma con in più “Resistenza” e Equipaggiamento.
Esempio 3: state pianificando una app avventurosa di ambientazione fantascientifica con l’esplorazione dello spazio e decine di combattimenti. Il vostro contrabbandiere dello spazio può avere anche 10-12 caratteristiche a cui assegnare punteggi, oggetti da scegliere, livelli di esperienza e perfino un’astronave da gestire, con carico, armi, scudi ed equipaggio. Quando le meccaniche sono gestite dalle app, inserire livelli di complessità elevati è un valore aggiunto, non un difetto: il gioco tratterà infatti di “far crescere il personaggio” nel modo migliore, prima di arrivare ai nemici finali dell’avventura.

Una volta che avrete ragionato su questi elementi, sarà il momento di passare alla fase due: la realizzazione del librogame. Ne parliamo alla prossima occasione!
Condividi quest'articolo! :

4 commenti:

  1. Bellissimo articolo, pieno di spunti interessanti. La scrittura di un librogame è una cosa che ho provato a fare taaaaanti anni fa, quando di anni ne avevo tipo 12 e coi Lupo Solitario ci giocavo. Inutile dire che il risultato fu ridicolo. :D
    Però aspetto con grande curiosità i prossimi post sull'argomento!

    RispondiElimina
  2. Che bella sorpresa!
    Da appassionato di storie interattive (e scribacchino a tempo perso) sono felicissimo di questo approfondimento.
    Complimenti all'autore innominato (non si è firmato), e attendo le prossime puntate! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'autore è Mauro Longo. ^^

      Elimina
    2. Allora gli vado a tirare le orecchie direttamente sul suo blog.
      Che si prenda le sue responsabilità! :)

      Elimina