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venerdì 16 gennaio 2015

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Cosa vende un ebook

L’altro giorno mi sono messa di buzzo buono e ho scritto un post da 900 parole su cosa vende un ebook.
Un post anche caruccio, se posso dirlo, ma…
Ma no, non è quello che state per leggere. Quel post tra pochi minuti probabilmente finirà nel cestino. Questo, ne è la versione condensata e scazzata.

Condensata perché 900 parole sono tante, e la gente fugge ben prima di essere arrivata in fondo (ma non divaghiamo).
Scazzata perché in un mondo perfetto quelle 900 parole avrebbero un senso; questo, tuttavia, non è un mondo perfetto, quindi non importa quanto uno si sbatta a essere professionale, a cercare di conquistare il lettore con lo spirito con cui cercherebbe di sedurre un potenziale partner: c’è gente che se ne va in giro con l’equivalente del pantalone infangato fino al ginocchio, della gonna con l'orlo sbrindellato, del maglione sferruzzato da nonna Abelarda con su una renna fucsia che sembra un caimano, e vende lo stesso, a carrettate o giù di lì.

La verità è che, in un mondo perfetto, un ebook lo si venderebbe grazie a una copertina titillante; un titolo ganzo; una sinossi che accende la fantasia e prometta una storia che non sia la fotocopia sciupata di una fotocopia sbiadita di una fotocopia 'nzomma; uno o più estratti che facciano venire l’acquolina in bocca; un prezzo adeguato ma non insultante per il lavoro che c'è dietro; e la giusta dose di marketing.
Nel nostro mondo… Nel nostro mondo, reale e certi giorni incredibilmente casuale, ancora non si è capito cosa esattamente venda un ebook, l'unica certezza è il potere inarrestabile della parola “gratis”. (e sì, se l'ebook è gratis tecnicamente non stai vendendo nulla, stai regalando, ma c'è chi non ci arriva a questo salto logico)
La speranza è che col tempo le cose cambino e la gente smetta di pensare che i frutti dei lavori creativi possano e debbano essere acquisiti senza pagare, ché tanto il creativo non c’ha faticato su, non fatica vera, quindi che lo pago a fare?
La speranza è che il mercato degli ebook italiano diventi adulto a sufficienza da poter essere un filo più logico, un po' meno adolescenziale.
Fino ad allora...


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2 commenti:

  1. Che dire... Se hai ragione (e probabilmente CE L'HAI) l'unica soluzione è fare quello che ha fatto Davide (Mana) e gli altri di Acheron Books: made in Italy, shared worldwide.
    E i connazionali che parlano solo l'italico idioma... Si attaccano, come si dice qui.

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  2. Una proposta, a partire dal tuo articolo.
    http://www.antoniomassara.it/blog/strategie/book-forecast/vende-lautore-o-la-copertina/

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