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giovedì 4 settembre 2014

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Stronco ergo sum

Ha avuto l'onore di una galleria de La Repubblica la galleria di giudizi lapidari e impietosi fornita dai commentatori internettiani sui classici. Niente contro il blogger che si è dato la pena di farne collezione, per carità, ma queste perle di saggezza sono veramente sconvolgenti. Vediamone qualcuna a caso. Il Rosso e il Nero di Stendhal? la storia di un bimbominkia, con la k, più ipocrita dei nobili che disprezza, il libro è un EPIC FAIL! (Chissà cosa ne direbbe Stendhal se avesse saputo e compreso il significato di tutto ciò...). Anna Karenina di Tolstoj? un mega Harmony, insomma un romanzetto rosa cresciuto troppo. Fastidioso e retorico il Faust di Goethe. Gabriel Garcia Marquez con L'amore ai tempi del colera si becca addirittura un "fa cacare." Italo Svevo con La coscienza di Zeno viene demolito: il libro è definito una palla mostruosa, "probabilmente le 300 pagine più inutili della storia della letteratura." E via dicendo.

Che valore hanno questi giudizi? Da una parte c'è il fattore libertà. Ciascuno ha il diritto a esercitare i propri gusti senza dover dire o pensare che gli piaccia quello che viene considerato un classico, o imposto dal professore, dai critici, da chiunque. Potrebbe perfino dare una sensazione piacevole leggere queste stroncature spietate e liberatorie. Per quanto mi riguarda, qualsiasi cosa ne dicano i critici letterari, ho odiato il Manzoni, letto per obbligo una volta alle medie e due alle superiori, sono certo che non mi sarebbe piaciuto nemmeno se l'obbligo non ci fosse stato. Mi permetto anzi di pensare che forse sarebbe ora, nel terzo millennio, di chiedersi se non si possa trovare tra le opere italiane qualcosa di meglio da proporre agli studenti, magari di più moderno. Perciò non è la libertà delle proprie sensazioni che mi inorridisce in queste stroncature. Semplicemente, io del Manzoni, comunque, riconosco l'importanza artistica.

Quello che purtroppo quasi mai si intravede nel pensiero di questi stroncatori internettiani è lo sforzo di calare l'opera nel suo contesto, comprenderne l'importanza storica o culturale, capire perché è importante che certe cose siano state dette e scritte in quel momento, comprendere che non si sarebbero compiuti certi passi avanti se non ci fossero stati gli sforzi di alcuni precursori. Ce la faranno mai a capirlo questi lettori-commentatori che annientano un classico in dieci secondi? Stroncatori da supermercato online, "ora che l'hai letto quante stelline gli dai?" Senza approfondimento, senza conoscenza e senza vero pensiero.
Il bestseller del momento può anche essere trattato così, però usare questo gioco al massacro su dei classici è assurdo, stronca in realtà solo chi "critica" in questo modo. Ma nessun problema, loro tanto non possono capirlo.

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