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lunedì 15 settembre 2014

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Angelo Benuzzi, lo spadaccino

Ho conosciuto Angelo nel novembre 2010, durante l’avventura del Survival Blog.
Sul suo vecchio blog, The Swordman scriveva la pagina più militare e bullonara della pandemia gialla, una pagina che mi piaceva un sacco, con una voce caratteristica, uno stile asciutto e efficace, una vena di responsabilità civile distintiva. 

Non c’era possibilità di confondere la sua storyline con quella di un altro contributo, di confondere la sua voce con quella di un altro autore.
Era The Swordman. Era la storia della Stone Cold Company.

Le avventure dei nostri due alter ego si sono sfiorate, cosa che era parte del gioco (e dell’appeal) del Survival Blog, e da allora non ho più perso Angelo di vista, anche se non l’ho mai incontrato di persona.
In questi quasi quattro anni, ho scoperto che l’uomo dietro al nickname aveva in comune col personaggio molto più di quanto immaginassi, e sono le cose che mi fanno provare rispetto per lui e che rendono le nostre collaborazioni un piacere: è un bullonaro capace di rispondere con dovizia di particolari a ogni genere di domande su armamento e militaria assortiti; è uomo di poche parole, ma efficaci, che si tratti di commentare vicende personali, spiegarti che fucile di precisione sarebbe più adatto a una scena, o mettere su un po’ di musica; è uno che crede in quello che fa e fa quello in cui crede; è uno delle menti che gestiscono l’ottima blog-zine di fantascienza Il futuro è tornato, instancabilmente.
Come se non bastasse, è un autore che scrive storie piene d’azione, con uno sguardo politico e globale acuto, capace di fondere la storia recente e i supereroi in un’ottima miscela, quella che trovate nelle due avventure di Patrick Henry Maddox, “Back from the Grave” e “Affari di famiglia”.
Se non si fosse capito, adoro avere a che fare con Angelo.
E che sia anche un metallaro, sono solo punti bonus!

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